Estratto di "Widerwelten" (p. 28)

Traduzione Anna Ruchat

 

Mio angelo di cenere.

Ancora poco fa s’aggirava affamato

tra le crepe delle ore

sofferenza senza pari

nello sguardo che invecchia

 

Ora la notte lo ha redento

(esposto, forse, nel cestino)

come un giovane granello di neve

o un uccello tra i capelli

dell’estraniato

 

Cosa ne so io

delle ombre in volo, quelle plumbee

delle voragini consolatorie

in cui portano la putredine degli stormi?

 

Cosa ne so del mio giorno,

quando prende il largo

senza giornale di bordo?

 

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